Quando la politica preferisce la tristezza degli studi notarili
alla bellezza di un Consiglio Comunale

Quando la politica preferisce la tristezza degli studi notarili 
alla bellezza di un Consiglio Comunale

Un nuovo metodo di lotta politica, sembra ormai aver preso definitivamente piede. Ormai i consiglieri comunali per dimettersi e far venir meno la maggioramza verso un sindaco eletto direttamente dagli elettori, anziché confrontarsi nella sede deputata alla dialettica politica che vede la sua espressione naturale nel Consiglio Comunale, sempre più scelgono i tristi ed asettici uffici di qualche notaio. Ultima “vittima” di questa nuova frontiera dello scontro politico è il Sindaco di Solopaca Pompilio Forgione. Questi, e stato sfiduciato da quattro consiglieri di minoranza più tre della sua maggioranza. I consiglieri seguendo la nuova prassi, si sono recati presso un notaio in quel di Piedimonte Matese dove hanno rassegnato le proprie dimissioni provocando l'inevitabile decadenza del Sindaco in carica.
Ora sappiamo che un la figura del notaio può assolvere a questa funzione ma certamente, non è stata istituita per questo scopo. Uno delle fuzioni principali del notaio, è quella di stipulare contratti e non di certificare la fine di esperienze politiche o cambi di rotta.
Se uno si presenta alle elezioni, contrae un impegno con gli elettori e a questi dovrebbe rendere conto e il luogo deputato nel quale rendere conto del proprio agire politico, resta il Consiglio Comunale. Questo, non riguarda solo quanto accaduto a Solopaca, l'eccezione è sempre possibile. Ma quando ciò che dovrebbe essere un'eccezione, diventa una prassi consolidata, allora ci troviamo di fronte allo scadimento della politica e quando la politica scade, allora dietro l'angolo può affacciarsi la barbarie delle imboscate.

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